Il 1° luglio 2016, a Dacca, capitale del Bangladesh, in un attentato terroristico dell’Isis, moriva SIMONA MONTI di Magliano Sabina insieme ad altri otto connazionali. La ricordiamo nel decennale della morte, quale testimone della Sabina, testimone di lavoro e di pace, testimone di storia e di cultura, testimone di coraggio e di amore.

Il Comune di Magliano Sabina, in sua memoria, il 4 maggio 2024 ha installato una targa in acciaio in cui è raffigurata una farfalla, in atto di volare verso l’alto, simbolo di bellezza e di libertà.
Al suo rientro in Sabina, la bara di Simona è stata avvolta dal tricolore.
Riportiamo l’articolo pubblicato dal quotidiano Il Messaggero in data 3 luglio 2016.

SIMONA MONTI Aspettava un bimbo sarebbe nato in Italia
DI MAGLIANO SABINA AVEVA GIA’ PRENOTATO IL VOLO PER ROMA L’ULTIMA TELEFONATA A CASA POCO PRIMA DELL’ASSALTO
SIMONA è morta con il bambino che voleva far nascere in Italia (si sarebbe chiamato Michelangelo). Aveva già prenotato un volo che all’inizio della prossima settimana l’avrebbe riportata a Roma e da lì avrebbe raggiunto Magliano Sabina (Rieti). Aveva deciso di prendere un lungo periodo di aspettativa per godersi la gravidanza in tranquillità. Simona, 33 anni si era laureata in Lingue e Civiltà orientali, aveva lavorato in Francia, Cina e Perù. Poi si era stabilita in Bangladesh per vivere e lavorare in un’azienda tessile (italiana). Ed è lì che voleva tornare, dopo aver partorito il bimbo che aspettava da alcuni mesi. L’ultima volta che sua madre, Mimì e papà Luciano, hanno parlato con lei al telefono è stata venerdì sera, poco dopo le 20, mentre lei stava andando con i suoi colleghi a cena proprio all’Holey. Poi il silenzio, il suo telefono ha smesso di squillare e di ora in ora le speranze che non fosse lì, ma magari ricoverata in ospedale, si sono affievolite. “Questa esperienza di martirio per la famiglia e il sangue di mia sorella Simona spero possano contribuire a costruire un mondo più giusto e fraterno”, le prime parole di Luca, il fratello più piccolo di Simona (ha anche una sorella, Susanna) sacerdote ad Avellino, “mia sorella” – ha aggiunto – “amava viaggiare. Era stata in Cina e in altri luoghi, anche difficili”.
La notizia ha sconvolto Magliano Sabina dove la famiglia di Simona Monti è molto conosciuta e stimata. “Simona” - afferma il sindaco Alfredo Graziani – “era una ragazza veramente in gamba, esperta di lingue. Dalla scorsa estate si era trasferita in Bangladesh per lavoro”.
[Il Messagero - 03/07/2016]

