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A ELISA GIAMBELLUCA LA LODE DELLA SABINA

2026-08-24 19:07

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Amici della Sabina, Donne sabine, concilio-vaticano-ii, fede-e-cultura, apostolato-dei-laici, educazione-e-insegnamento, istituzione-teresiana, biografie,

A ELISA GIAMBELLUCA LA LODE DELLA SABINA

Elisa, donna di cultura ed insegnante, ha esercitato ogni tipo di carità, ha offerto la sua vita per le vocazioni e per i sacerdoti.

Elisa Giambelluca nasce a Isnello (Palermo) il 30 aprile 1941. Dopo gli studi liceali a Cefalù (PA), nel 1960 si trasferisce a Palermo per studiare fisica e matematica. Vivendo nella residenza universitaria, gestita dall’Istituzione Teresiana, fu attratta dal carisma di san Pedro Poveda Castroverde (sacerdote e martire spagnolo, 1874-1936) e maturò la sua vocazione laicale al servizio del Vangelo nella stessa Istituzione dove fu accolta nel 1964.

L’Istituzione Teresiana è un’associazione privata di fedeli laici fondata nel 1911 da Pedro Poveda Castroverde ed approvata da Pio XI nel 1924. Essa approfondisce il rapporto tra fede e cultura.

Conseguita la laurea in Fisica e Matematica nel 1965, nello stesso anno inizia ad insegnare all’istituto San Pio X a Rossano (Cosenza), gestito dall’Istituzione Teresiana, al quale era annesso un convitto che ospitava studentesse dei paesi limitrofi. Nel 1968 si trasferisce a Torino, dove prosegue l’insegnamento in un istituto tecnico industriale pubblico. Successivamente, contribuisce ad un nuovo progetto che l’Istituzione Teresiana assunse a Torino, consistente nella direzione del convitto e la presidenza della scuola media all’Educatorio della Provvidenza, una fondazione regale sabauda per l’educazione e la formazione di ragazze di famiglie benestanti e per l’accoglienza di fanciulle in stato di bisogno.

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Conseguita la laurea in Fisica e Matematica nel 1965, nello stesso anno inizia ad insegnare all’istituto San Pio X a Rossano (Cosenza), gestito dall’Istituzione Teresiana, al quale era annesso un convitto che ospitava studentesse dei paesi limitrofi. Nel 1968 si trasferisce a Torino, dove prosegue l’insegnamento in un istituto tecnico industriale pubblico. Successivamente, contribuisce ad un nuovo progetto che l’Istituzione Teresiana assunse a Torino, consistente nella direzione del convitto e la presidenza della scuola media all’Educatorio della Provvidenza, una fondazione regale sabauda per l’educazione e la formazione di ragazze di famiglie benestanti e per l’accoglienza di fanciulle in stato di bisogno.

Qui insegnò e fu preside per un anno per passare poi a dirigere una scuola media aggregata all’Educatorio della Provvidenza.

Nel 1971 è chiamata dall’Istituzione Teresiana a Roma per dedicarsi alla formazione religiosa e culturale dei giovani, presenti nella residenza universitaria dell’Istituzione e per insegnare in un Liceo.

In data 8 giugno 1973 riceve il “braccialetto”, segno dell’impegno definitivo con Dio nell’Istituzione. Successivamente torna a Rossano come docente e preside dell’Istituto per il Magistero.

Nel settembre 1983 è al Centro dell’Istituzione Teresiana (presente in Sabina dal 1960) di Vescovio dove si prende cura del santuario della Madonna della Lode, insegna a Poggio Mirteto e Forano, forma i catechisti. Qui avverte i primi dolori della malattia mortale. Torna a Roma dove si spegne il 5 luglio 1986. Viene sepolta nel cimitero di Isnello e poi traslata nella chiesa Madre di Isnello, dedicata a San Nicolò di Bari, sotto la protezione della Madonna di Gibilmanna.

È stata dichiarata Venerabile da papa Francesco nel 2021 e nel 2004 è stata costituita l’Associazione Amici di Elisa.

Elisa scrive: “Lasciando Rossano per Vescovio mi vengono alla mente volti ed esperienze vissute in maniera forte e profonda, e ringrazio… Sogno che tante vite chiedano il trasferimento per avvicinarsi alla realtà del sud, l’ottengano e raccolgano quanto altre hanno seminato nella gioia e nel dolore. Andando a Vescovio desidero camminare al ritmo scandito dalla Madonna e imparare da lei ad ascoltare, per incarnarmi e mettermi al servizio di questa nuova realtà”.

Elisa è un frutto del Concilio Vaticano II, di quell’apostolato dei laici in cui lei si è spesa con grande delicatezza nei confronti di tutto il suo prossimo, che fossero vicini di casa, compagne di collegio, consorelle teresiane, suoi studenti o colleghi. In lei, la fede si è fatta cultura. Come donna di cultura ed insegnante, ha esercitato ogni tipo di carità, nella fedeltà al carisma del fondatore dell’Istituzione Teresiana così chiamata per il riferimento a Santa Teresa d’Avila (1515-82).

Elisa ha offerto la sua vita per le vocazioni e per i sacerdoti in situazioni difficili. Tutto è trasformato in preghiera.

La vita di Elisa invita i cristiani del terzo millennio ad una santità gioiosa. Scrive nel suo diario: “La santità è una realtà che appare così lontana e invece è alla portata di tutti, per raggiungerla occorre vivere la vita di tutti i giorni in unione a Cristo, fare le cose ordinarie, ma non in maniera straordinaria”.


Letture consigliate

 

V. Orlando – D. Sidoli, Elisa Giambelluca. Eroica semplicità, Il pozzo di Giacobbe, Trapani, 2009

M. Cimino, Elisa Giambelluca, serva di Dio e dolce amica, Edizioni OCD, Roma, 2013


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