IL PATIBOLO DI DUE DONNE SABINE
Bellezza Orsini
Bellezza Orsini nasce a Collevecchio nel 1475 e muore, condannata al rogo, nel 1528 all’interno del castello di Fiano Romano dove si è svolto il processo per stregoneria. Figlia illegittima di Pietro Angelo Orsini di Montenero Sabino. Vive a Monterotondo dove esercita la magia.
La magia consiste nel tentativo di influenzare gli eventi con l’uso di pozioni, formule o pratiche rituali.

Antica stampa francese - Rappresentazione dell'interrogatorio di Catherine Deshayes, detta La Voisin, famosa avventuriera, chiromante e presunta strega francese - 1851 - Museo di Parigi
Il regista Dario Argento scrive: “Streghe e magia svelano qualcosa di noi: l’aspirazione dell’uomo a voler cambiare il proprio destino, il desiderio di raggiungere una felicità facile e impossibile”.
Il medico e sacerdote Bernard Bastian scrive: “La persona magica crede in forze occulte. Occulte vuol dire semplicemente nascoste”.
La magia è una specie di intermediario capace di mettere il mondo in relazione con queste forze. Le pratiche rituali producono effetti che tra l’altro tendono a spiegare, interpretare, appropriarsi e riappropriarsi della natura per lo scopo che si vuole raggiungere in senso globale.

L'attrice Maria Cristina Gionta interpreta Beatrice Orsini nello spettacolo taeatrale tratto dal testo «BELLEZZA ORSINI. La costruzione di una strega» di MIchele Di Sivo
Bellezza Orsini ha scritto un Memoriale ed attraverso gli atti processuali conosciamo lo scenario. Nel mondo della magia ci sono segni e simboli di cui Bellezza Orsini conosceva e faceva esperienza. Ha vissuto tra la fine del medioevo e l’inizio dell’era moderna, in cui si colloca la Bolla di Innocenzo VIII (1484-92) la Summis Desiderantes Affectibus e il periodo di fuoco 1450-1750 di condanna della stregoneria.
I libri di cui consigliamo la lettura ci danno l’identità e l’immagine di questa figura. Da uno di essi è stata realizzata una rappresentazione teatrale: Bellezza Orsini. La costruzione di una strega.
Beatrice Cenci
Beatrice Cenci nasce a Roma il 6 febbraio 1577 quinta di dodici figli di Francesco Cenci, uomo d’affari dal carattere focoso, violento e sensuale.
Il padre di Beatrice ha sposato in prime nozze Ersilia Santacroce, morta di parto e in seconde nozze Lucrezia Petroni vedova Velli. Oltre ai figli di nozze, Francesco Cenci ha avuto dalla serva un’altra figlia, Lavinia. La vita di Francesco Cenci è costellata di violenze, delitti, misfatti, turpitudini e liti con i figli che culminano in processi con severe pene pecuniarie che intaccano il patrimonio familiare. Nel tentativo di fuggire a tentativi di essere ucciso e di ridurre le spese familiari chiede ed ottiene, da Marzio Colonna, la rocca di Petrella Salto che si colloca fuori dallo Stato Pontificio.

Donna con turbante / ritratto di Beatrice Cenci
Ginevra Cantofoli (precedentemente attribuito a Guido Reni)
Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini
Roma
In questo contesto la figlia Beatrice, che dal convitto del monastero di Santa Croce a Montecitorio viene trasferita a Petrella Salto, si rivela isolata come in prigione. Qui matura il proposito parricida che si attua in vari tentativi. Francesco Cenci picchia e violenta la figlia Beatrice, intercetta una lettera di lei indirizzata al fratello Giacomo a cui chiede di trovare una via di uscita da “questa situazione”.
Giacomo organizza un complotto in cui vi prendono parte Olimpio Calvetti, il castellano, e Marzio Floriani, il calderaro, i quali, saputo che Francesco Cenci ha contratto la rogna in carcere ed ha la gotta, lo feriscono a morte a colpi di martello alla tempia e alle ginocchia e poi lo gettano nell’ortaccio, simulando una disgrazia quale sfondamento del balcone ligneo della sua stanza, causa del suo fisico pesante. Viene sepolto nella chiesa di santa Maria di Petrella.
La successiva fuga dei due complici, alimentò voci e sospetti tali da far scattare il mandato di cattura da parte dell’autorità inquirente. Tra l’altro Giacomo aveva fatto uccidere Olimpio. Marzio, catturato e sottoposto a torture della corda, confessò: morì per i patimenti carcerari.
Stessa sorte per i fratelli Cenci, (Giacomo, Bernardo e Beatrice) e la loro madre Lucrezia.
Giacomo fu squartato ed esposto a ponte Sant’Angelo, Bernardo condannato a sei anni di prigione, Beatrice e Lucrezia decapitate davanti a Castel Sant’Angelo l’11 settembre 1599. Viene sepolta nella chiesa di San Pietro in Montorio al Gianicolo.

Beatrice per la sua resistenza coraggiosa e vittima di patriarcato fu definita “ardita e salda”.
Da allora la rocca di Petrella Salto, appartenuta ai Mareri, ai Colonna e ai Barberini, fu chiamata la rocca dei Cenci o di Beatrice Cenci.
Il dramma di Beatrice ha ispirato artisti come Guido Reni (1575-1642), che la ritrae bellissima nel carcere di Tor di Nona (oggi alla galleria Barberini), Riccardo Freda nel film del 1956 e di Lucio Fulci nel film del 1969; e scrittori come Sthendal, Shelley (dramma I Cenci, 1819), Guerrazzi F.D (romanzo Beatrice cenci, 1853), Dumas, Artaud A. (Dramma I Cenci, 1935), Alberto Moravia (1907-90).
Letture consigliate
per Bellezza Orsini
Trifone Pietro, La confessione di Bellezze Ursini “strega” nella campagna romana del Cinquecento, in «Contributi di filologia dell'Italia mediana», vol. 2, 1988, pp. 79-182, Perugia
Di Sivo Michele, La costruzione di una strega (1528), Roma nel rinascimento, Roma, 2016
Tozzi Ileana, Bellezza Orsini una storia di strega nella sabina del XVI secolo, Amarganta, Rieti, 2021
Berllezza Orsini, fattucchiera, in Streghe, Sortiere e Maliardi de La Rivista Europea Vol. XXXII, editrice C. Ademollo e C., Firenze, 1883
per Baetrice Orsini
AA.VV., Beatrice Cenci. Storia e leggenda (atti convengo Petrella Salto 7-8 aprile 1982), Il Velino, Rieti, 1982
Romanin Henny, Petrella Salto e la sua storia, Comune di Petrella Salto, 1991
Grappa Carlo, Gente sabina. Storia dei paesi della provincia di Rieti, Lalli editore, Poggibonsi (SI), 1994
Ricci Corrado, Beatrice Cenci. Voll. I - Il parricidio (49 illustrazioni), Vol. II - Il supplizio (37 illustrazioni), Treves, Milano, 1923
Gualdi L., La tragedia dei Cenci, art. da Sabina (periodico), Ente provinciale turismo, Rieti, 1957
Masu Alessandra, Perché io non voglio star più a questa vita. La voce di Beatrice Cenci nei documenti conservati negli archivi romani, Bentivoglio Ginevra Editoria, Roma, 2021
Carlo Tito Dalbono, Storia di Beatrice Cenci e de'suoi tempi con documenti inediti, Stab. tip. del cav. G. Nobile, Napoli, 1864
Vita Di Beatrice Cenci, tratta dal manoscritto antico Con Annotazioni Sul Processo E Condanna, Tipografia di Gianandrea e Chiassi, Roma, 1859
Beatrice Cenci, romana storia del secolo XVI, Tipografia Rocchetti, Roma, 1849
