
Elettra Pollastrini (Rieti 15 luglio 1908-2 febbraio 1990) è una delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente (25 giugno 1946-31 gennaio 1948).
Nasce da una famiglia antifascista che si trasferisce in Francia per sottrarsi alla persecuzione del regime. Prima di recarsi in Francia si trasferisce a La Spezia dove consegue la licenza tecnica. È operaia alla Renault nel 1924, si impegna fortemente per organizzare e sostenere le lotte operaie, viene per questo licenziata nel 1927. Accanto a queste esperienze, dal 1930 al 1938 lavora come correttrice di compiti d’italiano, presso l’Ecole Universelle par Correspondace.
Nel 1932 aderisce alla Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà, nel 1933 si iscrive al Partito Comunista Francese prendendo parte come delegata al congresso Mondiale contro la guerra e il fascismo a Parigi. Contribuisce ad organizzare i comitati dell’Unione Donne Italiane aderente all’Unione Popolare Italiana cui facevano riferimento gli antifascisti italiani emigrati. Nel 1934 si iscrive al Partito Comunista d’Italia e per qualche anno è redattrice del periodico Noi donne, il suo pseudonimo è Myriam, con cui combatte nelle fila delle Brigate Internazionali nella guerra civile spagnola.

Nel 1936 partecipa alle riunioni dei comitati per la propaganda contro il fascismo e la guerra in Abissinia. Nel 1937 è in Spagna come componente di una delegazione internazionale femminile per gli aiuti e la solidarietà al popolo spagnolo (congresso delle donne spagnole a Barcellona e Valencia). Nel 1938 rientra in Francia e organizza i comitati dell’Unione Popolare Italiana collaborando con la testata Voce degli Italiani. Nel settembre 1939 è arrestata e rinchiusa nel carcere femminile della Roquette, viene trasferita nel campo di concentramento di Rieucros nell’ottobre 1940. Malata di tubercolosi passa alcuni mesi nel sanatorio di Pescina (Aquila) da cui viene dimessa nell’agosto 1941 e quindi confinata a Rieti, presso un parente. A Rieti riprende l’attività politica clandestina, formando la prima organizzazione del Partito Comunista. Dopo la caduta del regime e l’occupazione tedesca è arrestata dalla polizia tedesca, imprigionata nel carcere di Regina Coeli a Roma, processata e deportata in Germania nel gennaio 1944 e condannata ai lavori forzati nel carcere di Aichach.
Dopo la fine della guerra, il 28 aprile 1945, viene liberata ed entra a far parte della Consulta Nazionale. Nel 1946 è eletta all’Assemblea Costituente.

A Rieti ebbe l’incarico di assessore all’Assistenza e nel 1948 è eletta deputato (XI Commissione Lavoro-Previdenza e Assistenza Sociale) nella circoscrizione umbra-sabina (Perugia, Terni, Rieti) per la lista del Fronte Democratico Popolare. Nel 1953 è rieletta deputato e fa parte della VII Commissione (lavori pubblici). Nel 1958 è inviata come giornalista a Budapest dove vi lavora per cinque anni nella redazione della radio. Tornata in Italia continua a lavorare sia nella federazione comunista romana che in altre organizzazioni di partito (nel 1956 è consigliere alla Provincia di Rieti, partecipa al I congresso internazionale ex deportati politici nei campi nazisti, visita nel 1947, con l’UDI, l’Unione Sovietica, nel 1949 partecipa al congresso costitutivo del Movimento dei partigiani della pace). Come deputato ha presentato 26 progetti di legge.
Letture consigliate
Ghini C. - Dal Pont A., Gli antifascisti al confino, Editori Riuniti, Roma, 1971
D’Amico N. – D’Amico C., Le ventuno tessitrici della Costituzione. I profili e gli interventi delle donne che fecero parte dell'Assemblea Costituente, Milano, FrancoAngeli Editore, 2020

